Il culto domestico. Parte 1.
In questo primo articolo dedicato al culto domestico ellenico, cercherò di analizzarne gli aspetti, le divinità coinvolte, altari e le cerimonie. Oltre a dare uno sguardo al passato, vedremo come portare queste conoscenze nei giorni nostri, con consigli pratici applicabili alla vita di tutti i giorni.
La casa come fulcro del culto: l’oikos
Trattandosi di culto domestico, vin da se che questa forma di culto è legata alla casa, l’oikos. Questo termiche tuttavia non riferisce solo allo spazio abitativo, ma comprende anche gli oggetti contenuti in esso, tutte le proprietà annesse, gli abitanti, persino gli eventuali animali presenti.
Al centro dell’oikos e del culto domestico c’è il focolare, ai tempi indispensabile per le attività quotidiane, come cucinare e riscaldare la casa e qui troviamo anche la prima divinità del culto domestico, che non a caso è anche la prima invocata durante le cerimonie: Hestia.
Gli dei del culto domestico.
Solitamente situato all’interno della casa, il focolare era il fulcro di tutte le cerimonie che coinvolgevano il nucleo familiare: matrimonio, nascita e morte. Tutto ruotava intorno al fuoco, cuore sacro della casa. Un’altra divinità che trova posto all’interno della casa è Zeus Ktesios, uno Zeus domestico, che trova posto nella dispensa, o in un posto in cui sono custoditi i beni della casa.
Altre divinità facente parte del culto domestico sono quelle situate ai margini dell’abitazione: Ermes, Ecate e Apollo Agyeus. Il loro compito è quello di proteggere la casa da minacce esterne.
Gli antenati.
Nel culto domestico erano inclusi anche gli antenati, che venivano onorati e ricordati in specifiche cerimonie.
Dal passato al presente: il culto domestico oggi.
Sembra banale, ma le case e le famiglie non sono più quelle di una volta. I beni considerati importanti sono diversi, sono diverse le case, quelle moderne difficilmente hanno un cortile interno, uno spiazzo esterno, un magazzino e la possibilità di erigere altari esterni. Quindi come si fa?
Iniziamo con le divinità esterne, in questo caso Ermes. Un altare può anche essere una semplice mensola posta vicino alla porta, sui cui prende posto l’immagine della divinità o una stampa, magari incorniciata. Quello che è davvero imporrante è il rito di consacrazione, che può essere anche semplice, ma che deve considerare dei passaggi importanti: purificazione, offerta ed inno.
In allegato trovate un rito che potete utilizzare per consacrare un altare ad Ernese a protezione della casa >QUI<
Per approfondimenti visitate la sezione dedicata al culto ed all’uso di incensi come offerte
Se vuoi sapere di più sul mio lavoro e sostenere il Tempio della Soglia Splendente visita la pagina “Tempio della Soglia Spledente“
Grazie.
Tamara Althea.
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